Con la privatizzazione di Bankitalia a rischio l’oro italiano…

DiMarco Santi Guerrieri

Feb 1, 2014

scurria_marco01Un ‘interessante intervista al parlamentare europeo Marco Scurria, che racconta le vicende inerenti Bankitalia…

Fratelli d’Italia -An  sta conducendo una battaglia parlamentare, a Roma e a Strasburgo, contro la cosiddetta privatizzazione della Banca d’Italia che permetterebbe alle grandi banche straniere di impossessarsene. Marco Scurria, eurodeputato di FdI, è uno di quelli che si è battuto in Europarlamento con più vigore su questo argomento. Noi l’abbiamo intervistato.
In questi giorni si sta chiudendo l’approvazione della legge che privatizza la Banca d’Italia. Cosa cambia rispetto allo status quo?
Il Decreto Legge di Letta e Saccomanni va sostanzialmente a modificare l’assetto dei proprietari della Banca Centrale Italiana, oggi in mano ad una serie di cartelli bancari e finanziari tra cui Intesa San Paolo, Unicredit, BNL e Assicurazioni Generali. Il decreto in questione disposto la rivalutazione delle quote di Bankitalia prevedendone la trasformazione in una public company della banca che una volta era degli italiani. Perché con questa operazione ogni tecnico del mercato finanziario globale potrà acquistare le quote di Bankitalia fino a detenere un massimo del 5% delle azioni. Questo significa, ad esempio, che le varie banche d’affari americane, e non solo, potranno spartirsi insieme ad altri operatori la Banca Centrale Italiana. Per chiarire meglio agli italiani quanto accaduto, vorrei ricordare che il Governo Berlusconi approvò nel 2005 una legge che prevedeva esattamente il contrario: la rinazionalizzazione della Banca d’Italia con il passaggio del 100% delle quote dai privati allo Stato Italiano. Quindi, entro i tre anni successivi all’approvazione della legge, cioè entro dicembre 2008, la proprietà di Bankitalia doveva passare dal cartello di Banche e Istituti finanziari allo Stato. La legge approvata dal Parlamento dall’allora centrodestra non è mai piaciuta ai banchieri italiani, tra cui Saccomanni, e di conseguenza non fu mai resa operativa. In questo contesto s’inserisce anche l’operazione di rivalutazione delle quote di Bankitalia. Perché fino al decreto legge di Letta e Saccomanni, il capitale era di appena 156.000 euro, cifra stabilita dalla legge bancaria del 1936. Con il Dl del Governo si è deciso in forza di legge che il valore della BdI sale magicamente a 7 miliardi di Euro, che andranno a gonfiare le tasche dei soliti noti istituti di credito.
C’è il rischio reale che l’oro di Bankitalia vada in mani straniere? Quali risposte da Europa e Governo?
Mentre la Bundesbank si appresta a rimpatriare quasi 700 tonnellate di lingotti d’oro, dagli Usa e dalla Francia, l’Italia rischia di cedere 2.500 tonnellate d’oro, pari a 110 mld di euro a chi comprerà la Banca d’Italia. Dai tempi di Bretton Woods la nostra riserva aurea si è trasformata in un ‘salvadanaio’ di proprietà dello Stato che non dovrebbe far altro che garantire e rappresentare i propri cittadini. Siamo il terzo paese al mondo per consistenza di riserva aurea dopo gli Stati Uniti e la Germania e non possiamo cedere l’ultima garanzia di ricchezza della nostra Nazione alle banche azioniste di Palazzo Koch. Per evitare quest’ulteriore esproprio, Fratelli d’Italia ha chiesto con forza nei giorni scorsi al governo Letta, di difendere l’interesse nazionale, ribadendo che la proprietà della riserva aurea resti nelle mani degli italiani, oltre ad adottare iniziative affinché siano fatte rientrare nel territorio nazionale entro 12 mesi dalla conversione del decreto legge, le riserve auree italiane che si trovano ancora all’estero.
In che gruppo europeo FdI si vorrà collocare dopo le prossime elezioni?
Sicuramente alle prossime elezioni europee presenteremo una nostra lista con i nostri simboli ma per ora continuiamo a lavorare nel gruppo Ppe. Sarà il congresso nazionale che si svolgerà nel mese di marzo a decidere se restare o no nel Partito Popolare europeo. Non ho la presunzione di decidere per gli altri e dunque non posso anticipare nulla. Faremo il primo congresso per le primarie nella storia del centrodestra italiano perché crediamo che debbano essere i nostri militanti e rappresentanti a dover prendere decisioni in merito al futuro di Fdi, in Italia e in Europa.

Marco Santi Guerrieri

Il 16 di Dicembre 2012 Marco Santi Guerrieri aderisce alla adunata di Giorgia Meloni per la costituzione di un nuovo soggetto politico e su incarico della stessa nel Gennaio 2013 costituisce a Lucca il primo circolo territoriale di Fratelli d'Italia della Toscana. Il 10 Gennaio 2017 Marco Santi Guerrieri a seguito di forzature per l'ingresso nel partito di soggetti indegni di esserne tesserati e del diniego ad indire gli auspicati congressi provinciali di FDI concordati con il commissario regionale si dimette da : Segretario provinciale di FDI, da dirigente nell'assemblea Nazionale e Responsabile Nazionale Dipartimento Immigrazione e Sicurezza. Nel Giugno 2018 da dirigente provinciale di MNS ( Movimento Nazionale per la Sovranità) aderisce come sostenitore nella Lega. Nel 2019 su richiesta del commissario provinciale di Lega e' candidato alle amministrative del comune di Capannori dove sfiora il risultato per soli 5 voti risultando primo dei non eletti. Nel 2020 Guerrieri, presidente della Libera Associazione Cittadina di Lucca Ti Voglio bene (anp) , mantiene attiva la tessera con Lega Nel 2021 Guerrieri, presidente della Libera Associazione Cittadina di Lucca Ti Voglio bene (anp), rinnova per l'anno in corso la tessera con Lega . MARCO SANTI GUERRIERI: " VI RICORDO l'appuntamento per le elezioni amministrative per il COMUNE DI LUCCA 2022 dove saro' candidato al consiglio comunale con il centro destra. Ricordatevi soprattutto di chi per Lucca in fatto di Sicurezza, Immigrazione, Rom e dedicandosi al Commercio, alle piccole imprese e ai problemi dei quartieri cittadini ci ha MESSO LA FACCIA con i FATTI e non con le chiacchiere. Vi aspetto.

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